Qualche giorno fa insieme al caro amico Gennaro Argirò, su gradito invito di Marco Garbin, ho partecipato ad un interessante convegno sulle Smart City. Un’occasione per sentire le esperienze di tanti amministratori, ma anche di rivedere tanti cari amici. Una di queste è Maria Sol Scanferla dell’Autorità Portuale di Venezia e Chioggia. Maria Sol ha raccontato tra le varie del progetto Remember a cui abbiamo lavorato assieme ai tempi in cui ero assessore alla Cultura a Chioggia.

Il Progetto REMEMBER (REstoring the MEmory of Adriatic ports sites) è una delle iniziative europee più interessanti degli ultimi anni, per chi crede nel valore della cultura marittima come leva di sviluppo. Finanziato dal programma Interreg Italia–Croazia, il progetto ha coinvolto otto città portuali dell’Adriatico e punta a un obiettivo ambizioso: restituire visibilità e centralità alla memoria dei porti, trasformandola in un motore di crescita sostenibile.

Uno dei risultati più significativi è stata la creazione di un museo virtuale multimediale, un’applicazione che permette di esplorare la storia portuale di Venezia e Chioggia attraverso immagini, video, mappe e narrazioni interattive.

Un modo nuovo, accessibile e coinvolgente per avvicinare cittadini e visitatori alla cultura marittima.

Nel contesto di REMEMBER, Chioggia ha potuto valorizzare non solo la propria storia, ma anche una visione moderna del porto.

Il valore del progetto va, infatti, oltre la dimensione culturale, perché:

• rafforza il rapporto tra porto e città;

• promuove un turismo più consapevole e meno impattante;

• crea strumenti digitali che rendono il patrimonio accessibile a tutti;

• sostiene la pianificazione strategica dei porti veneti in chiave moderna;

• contribuisce a costruire una narrazione condivisa dell’Adriatico come spazio culturale comune.

Così Venezia e Chioggia, grazie a REMEMBER, non solo recuperano la loro memoria marittima, ma la trasformano in un asset di sviluppo, capace di unire storia, innovazione e sostenibilità.

Un esempio concreto di come i porti possano essere non solo infrastrutture economiche, ma luoghi di identità, cultura e futuro.