Come ex assessore all’Avvocatura Civica e Giudice di Pace, guardo con soddisfazione ai risultati annuali dello sportello di prossimità, che ho fortemente voluto e contribuito a creare. La sua attivazione ha rappresentato un passo importante verso un’Amministrazione più vicina ai cittadini, capace di semplificare l’accesso ai servizi e di offrire risposte concrete nei momenti di maggiore fragilità.

Oggi, però, non posso non rilevare con rammarico, che quello strumento – nato per essere dinamico, inclusivo e progressivamente ampliato – non ha ancora trovato la piena implementazione, che merita.

I servizi di base della volontaria giurisdizione attualmente disponibili costituiscono un buon punto di partenza, ma non possono essere considerati un punto di arrivo.

È necessario fare di più.

In particolare, ritengo urgente estendere l’offerta dello sportello alle richieste rivolte al Giudice Tutelare da parte dei genitori o dei tutori di minori, che devono ottenere dei contributi comunali. Si

tratta di famiglie, che vivono situazioni delicate, spesso aggravate da procedure complesse e da sostegni economici, già di per sé, molto ridotti. Si tratta di famiglie fragili. A loro dobbiamo garantire

percorsi chiari, assistenza qualificata e tempi certi.

Lo sportello di prossimità è nato per questo: per essere un presidio di equità, accessibilità e tutela.

Perché resti fedele alla sua missione, è indispensabile che l’Amministrazione completi il lavoro avviato e ampli i servizi offerti, mettendo al centro le persone e non la burocrazia.

Rinnovo, quindi, il mio appello, affinché si proceda rapidamente in questa direzione, con senso di responsabilità e con la consapevolezza, che ogni ritardo pesa su chi ha meno strumenti per far valere i propri diritti.